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Protesi d’anca e di ginocchio oggi: cosa è cambiato davvero negli ultimi 10 anni?

  • Raffaele Pezzella
  • 7 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Negli ultimi dieci anni la chirurgia protesica di anca e ginocchio ha compiuto un salto di qualità straordinario. Eppure, nell’immaginario di molti pazienti, l’intervento è ancora associato a lunghi ricoveri, dolore intenso e mesi di immobilità.La realtà clinica attuale è molto diversa.

In questo articolo ti spiego, in modo chiaro e basato sull’esperienza quotidiana in sala operatoria, cosa è davvero cambiato, cosa aspettarsi oggi da una protesi e soprattutto quando ha senso intervenire senza aspettare troppo.


Mini-invasività reale: cosa significa davvero oggi


Quando si parla di chirurgia mini-invasiva non si intende solo un “taglio più piccolo”, ma un approccio globale che mira a:

  • ridurre il trauma ai muscoli

  • preservare i tessuti

  • diminuire il sanguinamento

  • accelerare il recupero funzionale

Oggi, sia per l’anca sia per il ginocchio, utilizziamo:

  • accessi chirurgici più rispettosi dell’anatomia

  • strumenti di taglio più precisi

  • tecniche di posizionamento sempre più accurate

Il risultato è una chirurgia più controllata, più sicura e con un recupero nettamente più rapido rispetto al passato.

È importante però chiarire un concetto: la vera mini-invasività non è marketing, ma una scelta tecnica costruita su:

  • corretta indicazione chirurgica

  • esperienza del chirurgo

  • personalizzazione dell’intervento sul singolo paziente


Dolore post-operatorio: oggi si controlla molto meglio


Uno dei principali timori dei pazienti riguarda il dolore dopo l’intervento. Anche qui, negli ultimi anni, il cambiamento è stato radicale.

Oggi utilizziamo:

  • anestesie sempre più selettive

  • protocolli di analgesia multimodale

  • gestione precoce del dolore già in sala operatoria

Questo consente nella maggior parte dei casi:

  • dolore ben controllato sin dalle prime ore

  • rapida mobilizzazione

  • riduzione significativa dell’uso di oppioidi

Il dolore non è più quello temuto in passato. È presente, ma gestibile, e soprattutto non impedisce un recupero precoce.


Recupero rapido e carico precoce: si cammina quasi subito


Una delle vere rivoluzioni è il concetto di “fast recovery” o recupero accelerato.

Nella maggior parte dei casi oggi:

  • il paziente si alza in piedi entro 24 ore dall’intervento

  • inizia il cammino con l’aiuto del fisioterapista subito

  • riprende gradualmente l’autonomia in pochi giorni

Il ricovero medio si è ridotto drasticamente rispetto al passato.La riabilitazione è più breve, più mirata e meglio tollerata.

Questo è possibile grazie a:

  • precisione chirurgica

  • miglior controllo del dolore

  • stabilità immediata delle protesi moderne


Quanto dura una protesi oggi?


Un altro grande timore riguarda la durata dell’impianto.Oggi le protesi di anca e ginocchio hanno una sopravvivenza molto elevata nel tempo.

Con i materiali attuali e le corrette indicazioni:

  • oltre il 90–95% delle protesi supera i 15–20 anni di durata

  • molti impianti funzionano ottimamente anche oltre questo periodo

I progressi principali derivano da:

  • nuovi materiali di scorrimento

  • superfici più resistenti all’usura

  • miglior allineamento e posizionamento

Naturalmente la durata dipende anche da:

  • peso corporeo

  • tipo di attività

  • qualità dell’osso

  • aderenza alla riabilitazione


L’età giusta per operarsi: perché “aspettare il più possibile” non è sempre corretto


Molti pazienti mi dicono:

“Dottore, tengo duro finché posso, poi mi opererò”.

Questa strategia, in alcuni casi, può diventare un errore.

Aspettare troppo quando:

  • il dolore è continuo

  • il sonno è disturbato

  • la mobilità è fortemente limitata

  • la qualità di vita è compromessa

porta spesso a:

  • peggioramento della muscolatura

  • rigidità articolare

  • maggiore difficoltà di recupero post-operatorio

Oggi non si parla più di “età anagrafica”, ma di:

  • età funzionale

  • condizioni generali di salute

  • livello di autonomia del paziente

Operarsi al “momento giusto” significa spesso recuperare meglio, più velocemente e con minori complicanze.


Intervento sì, ma solo quando serve davvero


Un concetto per me fondamentale è questo:non tutte le artrosi devono essere operate subito.

Prima di arrivare alla protesi, oggi abbiamo a disposizione:

  • terapie infiltrative

  • fisioterapia mirata

  • terapie biologiche

  • controllo del peso

  • rinforzo muscolare specifico

La chirurgia protesica è una straordinaria soluzione, ma deve essere:

  • ben indicata

  • personalizzata

  • proposta nel momento corretto


In conclusione


Negli ultimi dieci anni la protesi d’anca e di ginocchio è diventata:

  • ✅ più precisa

  • ✅ meno dolorosa

  • ✅ più sicura

  • ✅ con recuperi molto più rapidi

  • ✅ con una durata nettamente superiore rispetto al passato



Oggi l’obiettivo non è solo “togliere il dolore”, ma restituire al paziente una vita attiva, autonoma e di qualità.

La scelta di operarsi non deve mai essere vissuta come una sconfitta, ma come uno strumento moderno per tornare a vivere meglio.

 
 
 

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